Primo maggio
Tautologico? Comunque è stata una buona giornata, non soleggiata al cento per cento, ma:
stamani incontrato due amiche e fatto pratica buddista con loro, oggi altri amici a pranzo in giardino, poi foto ai fiori, infine una passeggiata di un’ora per le colline di Seano con la mia amante quattrozampe.
Si può chiedere di più?
Verrà la morte, e avrà i tuoi occhi
Verrà la morte, e avrà i tuoi occhi
Verrà la morte, e avrà i tuoi occhi
i tuoi occhi di cane che
mi guardano tristi
verrà la morte, e avrà i tuoi occhi
i tuoi occhi di cane che
mi ricordano i giorni
quando correvi piccina
su quei prati verdi
inseguendo insetti
mangiando fili d’erba
verrà la morte, e avrà i tuoi occhi
occhi di cane che
si spengono lentamente
consumati da un avido
fuoco maligno che
ti gonfia la pancia
di un nero sentore
ti gonfia le zampe
dandoti dolore
verrà la morte, e avrà i tuoi occhi
occhi di cane che
mi chiedono perché
perché devi soffrire
occhi di cane che
cercano nei miei
un più profondo senso a tutto questo
tuo andare, vascello incrinato,
nel più vasto mare della vita.
Verrà la morte, e avrà i tuoi occhi
e ti ruberà la dignità
di correre, libera e regina,
e ti ruberà la gioia
di saltare verso un legno
e ti ruberà il rumore
di unghie sul pavimento
e ti ruberà il sapore
di aranci e mandarini
verrà la morte, e avrà i tuoi occhi
sotto a quelle orecchie
che avrei sempre voluto mordere
verrà la morte, la morte verrà
inattesa, malvagia, serafica,
contro cui combatterai,
silenziosamente, dignitosamente,
con cui convivrai senza un lamento
cercando di nasconderla
nel tuo angolino dietro al tavolo,
verrà la morte
e avrà i tuoi occhi
rubandoti l’odore di pipì in casa
e le corse per portarti fuori
e tutto il tempo ad annusare
un altro cane, o di
arruffare il pelo a un gatto.
Verrà la morte, e avrà i tuoi occhi,
occhi già velati di qualcosa
che tocca nel profondo
silenzioso come uno spillo, trafigge
affilato come una lamca, lacera.
Verrà la morte, e avrà i tuoi occhi
e sarà il tempo ti lasciarti andare
a correre nei prati dove
non puoi più inciampare,
a inseguire gatti che
non puoi più arruffare,
come quando la sera, distesa sul tappeto,
dormendo agitavi le zampe in una
corsa che non riuscivo mai a darti
a sufficienza.
Verrà la morte, e avrà i tuoi occhi
e sarà strano non avere più
guinzaglio e collare
vaccini da dare
zecche da bruciare
peli da spazzare
sangue da pulire
scatolette da comprare
verrà la morte, e avrà i tuoi occhi
ma i tuoi occhi non li ruberà,
chè saranno sempre,
sempre, sempre,
dentro i miei,
ma il tuo cuore non lo ruberà,
chè sarà sempre,
sempre, sempre
dentro il mio.
Se solo potessero parlare
E’ il titolo del libro che ho finito di leggere ieri sera. Racconto di uno psicologo degli animali, statunitense, riflessioni sul rapporto uomo-animale. A tratti didascalico, comunque interessante, specie per chi gli animali non li ama abbastanza
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