ClassTools
Rimando al link: classtools e al sito di maestroalberto che parla in maniera diffusa di questo, a mio avviso utile, strumento didattico online.
USO GRATUITO.
MindMeister
MindMeister è un altro strumento per creare mappe mentali online. Specifico mentali e non concettuali, in quanto rispetto a mappio.com, lo strumento permette di partire da un concetto centrale, da cui si irraggiano i concetti e sottoconcetti. Quindi è meno basato sullo sviluppo di un ragionamento, e più sull’imediatezza, anche iconica, delle mappe mentali.
Questo è apparentemente un limite.
Rispetto a mappio.com, però MindMeister ha vari pregi:
a. intanto il nome echeggia il tedesco (scusate se difendo la mia materia), Meister ricorda Wilhelm Meister di Goethe….
b. le mappe create si possono condividere con altre persone invitandole come visitatori o come collaboratori, come si fa in googledocs
c. la mappa create permette, tramite tre semplici iconcine che si trovano in fondo alla barra laterale sulla destra, di ravanare (sì RAVANARE) in google, wikipedia o delicious partendo dal concetto centrale della mappa…. WUNDERBAR!
d. la mappa inserita in un blog risulta scalabile in dimensione dal blog stesso…
insomma, MindMeister mi piace.
Ecco due esempi di mappe sviluppate in poco tempo (5 minuti l’una)
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oltre l’elearning: prima, decisamente prima….
Oltre l’elearning (era il nome del provocatorio, a ragione, blog di Gianni Marconato) mi ha spinto a girare nella rete cercando confronti e stimoli utili per la base della mia professione. Quello che ho trovato oggi (il nesso causale non è diretto, perchè ci sono arrivato dopo mesi di girovagazioni e quindi molto indirettamente) è un articolo di Ewan Mcintosh, che seguo da diverse settimane, ma oggi pubblica un suo riassunto di una conferenza tenuta via skype con docenti da diverse parti del mondo.
Ciò che mi colpisce, e che approfondirò, è la considerazione sui saperi (sarà il termine giusto?) che secondo lui/loro occorrono prima di mettersi a utilizzare, o anche solo discettare, di wiki, blog, podcasting eccetera (prima di usare il web 2.0.
Trovo (non nuovi) ma decisamente interessanti (non riesco a trovare un altro aggettivo mannaggia) i concetti che riprende in questa parte dell’articolo:
It’s easy to assume that all teachers have an equal understanding of educational jargon; we don’t. Blogs, wikis and podcasts might be unsavoury vocabulary for many educators, used as a way to escape having to learn new skills. What about assessment for learning, assessment as learning, inquiry skills, rich tasks, cooperative learning… For many educators these still remain meaningless jargon, but arguably are even more worthy of attention than blogs, wikis and podcasts. At least with the former, the latter begin to make sense.
e la triste considerazione che per gli educatori questi concetti rimangono un gergo senza senso….
mi riprometto di leggere a fondo i link indicati da Ewan, e di tradurre in italiano l’articolo per chi mastica poco l’inglese.
http://edu.blogs.com/edublogs/2007/10/woman-of-web-20.html
mappe mentali collaborative online
mappio.com permette di sviluppare mappe concettuali online.
un esempio di mappa lo trovate qui, la cosa che colpisce è la necessità di utilizzare un discorso (quindi di avere chiaro in mente cosa e come lo si vuol rappresentare), che trovo terribilmente interessante per un uso didattico attivo.
dopo la mappa, allego il “discorso” su cui essa è costruita.
Se volete provare a collaborare ed estenderla, vi fornisco i dati di accesso.
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ecco il “discorso” su cui si basa la mappa concettuale:
permette di sviluppare
mappe concettuali
online
consente
la condivisione delle mappe
la co-costruzione delle mappe
la portabilità delle mappe
richiede
lo sviluppo logico
della singola mappa
invece dello sviluppo visuale
può aiutare
gli alunni
a focalizzare i nodi del discorso
i docenti
a sostenere gli alunni
nello sviluppo dell’apprendimento
funziona sia
con windows
che con mac os
forse anche con linux?
Internet-Ministro: 1-0
leggo e invito a leggere questo articolo riferito al sito youschool
Un raggio di sole alla fine di un tunnel di dubbi?
Androgogia vs pedagogia
mi ha chiarificato alcuni dubbi che coltivavo da diversi mesi su tutto questo “apprendimento” spontaneo.
forse se son critico ma facendo esperienza con alunni di scuola media talvolta ho l’impressione che si voglia volare troppo in alto.
Mi serve davvero?
L’esperienza di uso di uno strumento didattico, un ambiente di apprendimento come moodle, nasce da due spinte differenti.
La prima ed originale è la curiosità verso i nuovi strumenti (quali che siano) da usare nella e per la didattica.
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Proseguo questa riflessione dopo un paio di mesi. Ho iniziato il corso sull’openeducation, trovo un forte e utile confronto con colleghi di varia provenienza.
Ci sono quindi elementi nuovi nel mio panorama.
Acquisisco informazioni e mi formo opinioni sul web 2.0, sul social software, sui PLE (ma perchè non chiamarli APA?).
Penso che sfrutterò il mio moodle per provare a lavorare su queste aree:
uso di internet e pc in un quadro pedagogico e didattico (non mettere il carro davanti ai buoi….)
uso del wiki e del glossario
uso del database e del blog
uso del forum e della chat
collaborazione: testi
collaborazione: calcolo
collaborazione: presentazioni
sbucciare patate bollenti: uso di hotpotatoes
sondaggi ad uso didattico
…
per ora è solo una bozza
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