libro 2.0
da una discussione su moodle.org riporto un mio intervento:
credo che le domanda sollevate da Adriano siano terribilmente interessanti.
per la mia esperienza, come docente di scuola media, trovo che strumenti (sottolineo il concetto) come moodle, o altri lms, siano ancora, e a lungo lo saranno, la giusta coniugazione per supportare e rendere giustizia a un insegnamento che sia aperto, da un lato, e che dia garanzie ai genitori, da un altro.
può darsi che questa sia soltanto una mia fisima, ma nella prassi concreta vedo che i genitori ancora non sono così aperti al vasto mondo di internet, forse a ragione, per i molti timori che a livello pubblico può suscitare.
l’idea che il loro bambino o la loro fanciulla svolga delle attività in un ambiente “protetto” in quanto gestito dal docente, li rassicura e non poco.
questo aspetto va sempre considerato, non si può fare apologia del “web 2.0″.
altro discorso credo vada dispiegato per studenti di età maggiore, per non parlare poi di universitari o adulti.
gli strumenti vanno usati commisurandoli alle necessità di chi ne fruisce.
un altro aspetto che secondo me viene sempre valutato poco anche da noi docenti, per quanto appassionati di lsm cms web 2.0 ecc, è che la competizione non corre fra sistemi di apprendimento (moodle atutor docebo ecc) ma fra tutto l’internet e il libro di testo.
in fondo, il libro di testo rimane ancora per moltissimi (docenti, e studenti) lo strumento di studio più sicuro, solido, stabile, te lo puoi portare in spiaggia o ai giardini, non si scarica mai la batteria, lo puoi sottolineare, ci puoi fare sopra i cuoricini con le iniziali di chi ti flirta… sono aspetti da non dimenticare, perchè sono MATERIALI e terribilmente concreti.
Il libro di testo lo puoi anche odiare e, a fine corso di studi, bruciarlo in un rogo come rito liberatorio (confessione di ex alunni). Puoi bruciare un blog in un rito liberatorio?
infine una mia considerazione molto poco ortodossa: credo che i lms (come moodle, che conosco bene, ma penso anche gli altri) sembrino mostrare la corda perchè li usiamo come libri di testo e come lezioni tradizionali, mascherate da altro.
mi spiego: se imposto su moodle un corso di seconda media di tedesco, con diapositive, lezioni, spiegazioni, quiz ecc, cosa ho fatto di diverso rispetto a una lezione tradizionale? ben poco, se non che gli alunni possono ripetersi le lezioni fino a che ne hanno voglia.
ma se invece comincio a dare agli alunni il ruolo di docente nei corsi, in modo che loro possano creare le lezioni, i quiz, i sondaggi ecc?
non è lo strumento che fa la differenza, è l’uso che se ne fa!!!!
anche un coltello da cucina può diventare un’ottima arma del delitto… siamo noi i Grissom della situazione che dobbiamo ricostruire l’adeguata scena del crimine!!!
4 Commenti »
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Non riesco a tenere il passo con tutto ciò a cui vorrei partecipare … il web 2.0 mi entusiasma ma io non ci so ancora nuotare …
Le cose che hai detto in questo post sono fondamentali.
Quello della prevalenza dello strumento è una maledizione che ci perseguita. Qualsiasi strumento ci capiti in mano, nel nostro caso per insegnare, noi DOBBIAMO stare accanto alle persone, mai perderle di vista, sempre interrogarsi chi sono queste persone? Che lingua parlano? Sono nelle condizioni di recepire ciò che sto dicendo o facendo?
Mi rendo conto, mi sembra del tutto naturale che scaraventare ragazzi di 10-13 anni in Internet possa presentare dei problemi.
Sono meno convinto della buona fede dei genitori, di noi genitori. Il problema non è evitare il mondo. In quel mondo i ragazzi ci devono crescere e campare. Soprattutto, il mondo oggi è tale che ciò che tu vieti, loro se lo ritrovano scaraventato addosso nei più vari, talvolta smaccati, talvolta subdoli modi.
Credo che la questione sia, non evitare loro qualcosa bensì accompagnarli nella foresta ricca di meraviglie come di insidie.
Stiamo noi genitori accompagnando i nostri figli nella foresta?
Tu hai anche a che fare con i genitori ed è giusto che sia così. Credo che non sia per niente facile.
Mi piace la contrapposizione fra Internet e libro di testo. Guai a eliminare i libri. Ai libri scolastici però bisogna stare attenti. Secondo me sono pericolosi come la foresta di Internet, anzi di più perché quelli li hanno proprio tutti in cartella.
A me i libri di testo scolastici fanno paura, mi intimoriscono. Hanno finito per contenere una quantità di argomenti e sono scritti in un linguaggio totalmente sproporzionati rispetto a ciò che i ragazzi possono ricevere.
Forse possono essere buoni questi libri ma solo se gli insegnanti accompagnano i ragazzi nelle foreste di questi libri. Quanto insegnanti accompagnano i ragazzi?
Se uso Moodle allora sto insegnando in modo diverso. Ma nemmeno per sogno! sono davvero d’accordo con te, Alessandro. Tu sapessi quante discussioni con altri professori sul fatto che una piattaforma vale l’altra. Proprio per questo ho usato ATutor per tre anni anche se sapevo che Moodle si sarebbe attagliato meglio ai miei tentativi: volevo anche dimostrare che quello che conta è quello che si fa. Mi mi chiedono di vedere il materiale del corso perché dagli effetti del mio lavoro. Molti mi chiedono perché non proteggo una risorsa che sembra loro preziosa. Io dico che, ammesso e non concesso che lo sia per davvero, la ricchezza sta nel modo di stare accanto ai ragazzi. Se tu te ne vai il materiale se ne sta lì come una pietra e non succede più niente.
Sostengo che non c’è niente da proteggere perché la protezione sta nel continuare a provare, inutile proteggere cose già provate. Metti un recinto intorno ad una cosa fatta e ci muori dentro.
ciao andreas,
ti rispondo con una riflessione mandata a un amico (una parte di essa):
“negli ultimi mesi mi sono iscritto a diverse comunità, tutte dotate di feed rss, idem diversi blog.
ho perso (letteralmente) tempo a vedere come leggere ogni cosa in modo aggiornato, prima andando sui singoli siti, poi aggregando i feed.
Alla fine ho deciso che il coltello dalla parte del manico ce lo devo avere io, selezionando a priori ciò che mi interessa e che mi può servire davvero (un corso con un’università americana online, un gruppo di lavoro dell’università di firenze, un aggiornamento ministeriale, STOP). Il resto (come questo (lo seguo ora perchè sono a casa convalescente, appena tornerò a scuola lo seguirò per quello che potrò.
NO STRESS perchè sono io che ho deciso.
E credo, fermamente credo, che sia questa selettività che dobbiamo imparare a trasmettere ai nostri alunni, studenti, chiamali come vuoi.
Ora esco perchè devo andare a fare fisioterapia.”
Scusa Alessandro, sto scrivendo troppo in fretta.
Mi mi chiedono di vedere il materiale del corso perché sono colpiti dagli effetti del mio lavoro.
Oddio … mi mi … lasciamo perdere …
ciao