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Opened week 6

Understanding the importance and value of the public domain,
1. how much (what percentage) of this value would you estimate is realized when works are licensed with a Creative Commons or GFDL license?
2. To what degree would the open educational resources movement (and therefore the world) be additionally benefited if OERs were simply placed in the public domain? Please explain.

Well, I tried to understand the real reason behind that precise “what percentage”, as I first read the questions and was reading the papers and something more around this week’s topic.

The focus is clearly on the concept of public domain, and it results somehow limited by the CC license and GFDL license.
At the extremities is the © concept, which is opposite of public domain.
That’s the way I feel it after reading this week.
As much as I’ve read about CC and GFDL, I am tempted to say that if the public domain is 100% without ©, and © is 0% public domain, CC is in some degree (depending on the author’s decision) under 50% public domain or, better defined, over 60% ©ed (copyrighted); GFDL is more or less over the edge of 50% public domain, to some extent being it “free”.
An example of it wikipedia itself, which is based upon the GFDL license.
When I try to think about the implications related to question #2, I have different reaction.
a. My first instinct-driven answer is “totally!!!”. I mean: open resources for education, withour any constrain, without any problem or concern like “am I violating anyone’s copyright?”…
b. My second answer is to take the definition of public domain: “Public domain comprises the body of knowledge and innovation (especially creative works such as writing, art, music, and inventions) in relation to which no person or other legal entity can establish or maintain proprietary interests within a particular legal jurisdiction”
and “In contrast to copyright is “public domain.” A work in the public domain is one that can be freely used by anyone for any purpose.”
Well. I find that many “open courses” are not so that publicly at disposal, so open and accessible.
I try to explain what I think with a short story: it was a few years ago, I went to Washington DC and visited the National Museum: it was easy, you go in, you see what you want, and you go out.
No ticket (no cost) no inspection (no password) free and uncontrolled going around.
How many “open sources repositories” or similar (like lms/cms managed courses) are really in the public domain?
Too many sites (school sites, e.g.) are “open” at the surface, I mean public at first glance, and then you are required to get a password, for which you need an email address, get an answer, reply through a specific link…
c. my 3rd answer is: the OER movement would greatly benefit from OER 100% in the public domain, but it’s too far now to be realized.

Ottobre 5, 2007 Pubblicato da aggiorni | Didaktik/didattica, LTEver, OpenEd, Überleg./Riflessioni | | Ancora nessun commento.

libro 2.0

da una discussione su moodle.org riporto un mio intervento:

credo che le domanda sollevate da Adriano siano terribilmente interessanti.
per la mia esperienza, come docente di scuola media, trovo che strumenti (sottolineo il concetto) come moodle, o altri lms, siano ancora, e a lungo lo saranno, la giusta coniugazione per supportare e rendere giustizia a un insegnamento che sia aperto, da un lato, e che dia garanzie ai genitori, da un altro.
può darsi che questa sia soltanto una mia fisima, ma nella prassi concreta vedo che i genitori ancora non sono così aperti al vasto mondo di internet, forse a ragione, per i molti timori che a livello pubblico può suscitare.
l’idea che il loro bambino o la loro fanciulla svolga delle attività in un ambiente “protetto” in quanto gestito dal docente, li rassicura e non poco.
questo aspetto va sempre considerato, non si può fare apologia del “web 2.0″.
altro discorso credo vada dispiegato per studenti di età maggiore, per non parlare poi di universitari o adulti.
gli strumenti vanno usati commisurandoli alle necessità di chi ne fruisce.

un altro aspetto che secondo me viene sempre valutato poco anche da noi docenti, per quanto appassionati di lsm cms web 2.0 ecc, è che la competizione non corre fra sistemi di apprendimento (moodle atutor docebo ecc) ma fra tutto l’internet e il libro di testo.
in fondo, il libro di testo rimane ancora per moltissimi (docenti, e studenti) lo strumento di studio più sicuro, solido, stabile, te lo puoi portare in spiaggia o ai giardini, non si scarica mai la batteria, lo puoi sottolineare, ci puoi fare sopra i cuoricini con le iniziali di chi ti flirta… sono aspetti da non dimenticare, perchè sono MATERIALI e terribilmente concreti.
Il libro di testo lo puoi anche odiare e, a fine corso di studi, bruciarlo in un rogo come rito liberatorio (confessione di ex alunni). Puoi bruciare un blog in un rito liberatorio?

infine una mia considerazione molto poco ortodossa: credo che i lms (come moodle, che conosco bene, ma penso anche gli altri) sembrino mostrare la corda perchè li usiamo come libri di testo e come lezioni tradizionali, mascherate da altro.
mi spiego: se imposto su moodle un corso di seconda media di tedesco, con diapositive, lezioni, spiegazioni, quiz ecc, cosa ho fatto di diverso rispetto a una lezione tradizionale? ben poco, se non che gli alunni possono ripetersi le lezioni fino a che ne hanno voglia.

ma se invece comincio a dare agli alunni il ruolo di docente nei corsi, in modo che loro possano creare le lezioni, i quiz, i sondaggi ecc?

non è lo strumento che fa la differenza, è l’uso che se ne fa!!!!
anche un coltello da cucina può diventare un’ottima arma del delitto… siamo noi i Grissom della situazione che dobbiamo ricostruire l’adeguata scena del crimine!!!

Ottobre 5, 2007 Pubblicato da aggiorni | Didaktik/didattica, LTEver, moodle, Überleg./Riflessioni | | 4 Commenti

Chanel n° 5

dal blog di mappi:

Insegnante: Kaoru, come funziona la televisione in Giappone?

Kaoru (giapponese): Ci sono alcune cannelle televisive pubbliche, come in Italia…

Insegnante: Cannelle televisive?

Kaoru: Eheh, no, non cannelle. Chanel televisivi.

Insegnante: …

Kaoru: Eheh. Chanel, Dior, Gucci. Come si dice?

Insegnante: Canali, canali televisivi.

***

Chanel n. 5, il profumo di Berlusconi.

Ottobre 5, 2007 Pubblicato da aggiorni | Didaktik/didattica, amici, gossip, Überleg./Riflessioni | | Ancora nessun commento.